L'artista è uno dei protagonisti della cosiddetta Scuola di Padova

"GIAMPAOLO BABETTO. L'ITALIANITA' DEI GIOIELLI"

L’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera annuncia l’esposizione dal 6 marzo al 30 maggio



(GRTV) L’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera ha il piacere di annunciare la l’esposizione “Giampaolo Babetto. L’italianità dei gioielli”, che avrà luogo dal 6 marzo al 30 maggio 2010 presso la Neue Sammlung-The International Design Mueseum Munich, Barer Straße 40/Pinakothek der Moderne a Monaco di Baviera. Organizzano l’evento Die Neue Sammlung-The International Design Museum Munich e l’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera.

Giampaolo Babetto e la Neue Sammlung realizzano in stretta collaborazione un’esposizione che sembra appositamente creata per gli spazi della Pinakothek der Moderne, con la sua galleria inondata di luce e dalla forma circolare, collocata al secondo piano della rotonda, le cui particolari condizioni architettoniche vengono interpretate ogni anno di nuovo attraverso l’opera di un artista emergente della scena internazionale della gioielleria d’autore.

Giampaolo Babetto nasce a Padova (Italia) nel 1947. Studia all'Istituto d'Arte Pietro Selvatico di Padova e all'Accademia di Belle Arti a Venezia. A partire dai tardi anni ‘60 esercita con le sue esposizioni, in Europa, ma anche negli USA e in Giappone, una grande influenza nel panorama della produzione orafa avanguardista, distinguendosi come uno dei protagonisti della cosiddetta Scuola di Padova e rappresentando in modo decisivo il modello italiano della decorazione d’autore.

Tecnica ineccepibile e senso di leggerezza si compongono nelle forme plastiche delle sue produzioni: il disegno geometrico diventa lo sfondo puro da cui far emergere, in tutta la sua carica creativa, la vita del gioiello, pensato e realizzato per la sua “funzione”, ovvero per essere indossato e comunicare in un certo modo quella che l’autore stesso definisce una discreta “interiorità”. L’oro, dalla malleabilità robusta, si combina con materiali non convenzionali, quali la plastica e il vetro, e la sua calda lucentezza si fonde con le vellutate pigmentazioni del rosso o del blu brillante. Il risultato è una forma plastica dall’aspetto tettonico e massiccio, quasi una mini-architettura, che nella sua singolare espressività risulta pur sempre estremamente delicata e facilmente indossabile.

Definito non a caso “operatore multimediale”, l’artista padovano realizza nella sua produzione un concetto estetico raffinato, che tra sistematicità e spirito di sperimentazione riunisce in sé le caratteristiche di diverse correnti artistiche contemporanee, dall’arte concreta, al minimalismo, all’arte cinetica e alla Op art, e fa tesoro del confronto con le diverse discipline artistiche (realizzazioni in argento, design d’arredamento e progetti di architettura) che Babetto alterna alla sua produzione orafa.


Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera



2 marzo 2010


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