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La decisione sulla patata Amflora riguarda la sua coltura ai fini industriali e l'utilizzo dei prodotti derivati dall'amido Amflora negli alimenti per animali, ma riguarda anche la messa sul mercato di tre mais geneticamente modificati destinati ad essere utilizzati nell'alimentazione umana e animale. “I cinque ogm autorizzati - ha sottolineato l'esecutivo Ue - sono stati esaminati con la più grande attenzione, in modo che le preoccupazioni espresse al riguardo della presenza di un gene resistente agli antibiotici siano pienamente tenute in considerazione”. La decisione, ha precisato un portavoce, essendo una procedura scritta, è stata presa all’unanimità del collegio dei commissari. Contrario il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia che ha commentato: “Il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo”. Zaia ha poi aggiunto: “Da parte nostra proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell'agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini”. Sulla stessa linea i Verdi che in una nota hanno spiegato: “La decisione della Commissione europea è gravissima e inaccettabile”. I Verdi si dicono “pronti a presentare un quesito referendario già dalla prossima settimana per evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia”. Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra ha detto: “Si tratta di un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, di qualità e biologica: insomma a rischio c’è tutto il Made in Italy agrolimentare. Bisogna mobilitarsi con forza per difendere la tradizione del nostro paese e la salute dei cittadini dalle colture geneticamente modificate”.
GRTV/Redazione