(GRTV) “La linguistica ha scritto e versato i tradizionali fiumi di inchiostro sui pronomi personali di soggetto, ma nessun giornalista - a parte gli scrittori contemporanei - scriverebbe “ella”, per non parlare di “esso”, per cui si continua a ripetere che vale per animali e cose, indicazione che sento risuonare nelle orecchie da più di cinquant’anni”. Insomma: “per favore non mi dia dell’ella”. Potrebbe così riassumersi l’intervento con il quale Luca Serianni, docente di Storia della Lingua italiana presso l’Università di Roma “
“A scuola, in qualunque materia e programma, è necessario fare delle scelte: non si può trattare tutto ciò che è riportato in un libro di testo, altrimenti non si concluderebbe nulla - ha detto Serianni di fronte più di 200 docenti provenienti da tutta Italia -. Allora mi chiedo quale sia l’utilità di distinguere gli aggettivi tra “qualificativi” e “determinativi” o il complemento di specificazione da quello di denominazione. In latino le distinzioni vanno fatte, ma in italiano possono risultare un po’ pericolose”.
“Dagli anni ’80 la qualità delle grammatiche scolastiche è migliorata rispetto a quella degli anni ’60 e ’70 - ha concluso il Consigliere Centrale della “Dante” -; una qualità scadente che fu oggetto a suo tempo di verifiche requisitorie da parte di linguisti, che analizzarono le contraddizioni e la presenza di una terminologia assolutamente inadeguata. Allo straniero molte licenze linguistiche sono consentite, ma forse al parlante di madre lingua dovremmo chiedere qualche cosa di più”.
Pierpaolo Conti/ Responsabile Ufficio Stampa Società Dante Alighieri