IL COORDINATORE DEL PDL NON SI DIMETTERA'

Fini tuona:"distinguere il garantismo dall'opportunità di conservare cariche politiche"



(GRTV) – E’ stato interrogato per nove ore il coordinatore del Pdl Denis Verdini, ascoltato dai pm della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per gli impianti dell'eolico in Sardegna e sulla cosiddetta P3, la società segreta che, secondo il Tribunale del Riesame 'sarebbe in grado di interferire con le scelte delle istituzioni'. Verdini è entrato nella stanza del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alle 15, accompagnato dai suoi avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi, uscendone solo a mezzanotte. Il coordinatore del Pdl è indagato assieme a Marcello dell'Utri, Flavio Carboni e Massimo Lombardi per violazione della legge sulla costituzione di società segrete nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3 ed e' iscritto nel registro degli indagati nell'indagine sugli appalti per l'eolico.

Lo stesso coordinatore del Pdl ha replicato successivamente a chi, come Gianfranco Fini, ha chiesto le sue dimissioni, ribadendo che non si dimetterà. Ha, in seguito, puntato il dito contro i giornalisti 'che hanno esercitato una pressione mediatica senza eguali'. 'Voi giornalisti violate le regole del segreto istruttorio, i cittadini vengono sbatacchiati: meno male che c'e' Berlusconi' ha affermato Verdini. Riguardo all'interrogatorio, il suo avvocato Coppi ha precisato che 'la posizione di Verdini è assolutamente chiara, è stato minuziosissimo nelle risposte a tutti gli argomenti che costituiscono oggetto di accusa".

Intanto i giudici del Riesame motivano il rigetto delle istanze di scarcerazione per Carboni e Lombardi 'in quanto appare necessario impedire la prosecuzione dell'attività delittuosa della “societas sceleris” ' e per "per garantire l'affidabilità di istituzioni pubbliche tra cui gli uffici giudiziari". Prosegue la settimana di attività istruttoria con l'interrogatorio del senatore del Pdl Marcello dell'Utri. Fini, intanto, contrattacca affermando: 'La difesa della legalità deve essere una bandiera dell'azione politica del Pdl. In questo senso occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perché si è innocenti fino al terzo grado, dall'opportunità di continuare a mantenere incarichi politici quando si e' indagati'.

GRTV/Redazione



27 luglio 2010


Torna alla Home Page GRTV